IL COMPAGNO
Di Isabella Delle Monache
“L’amore è una faccenda davvero complicata e proprio sullo sviluppo armonioso, struggente e affascinante di un tema così ampio e scivoloso si vede la qualità di Isabella: è una narratrice” Così la nota scrittrice e sceneggiatrice Lidia Ravera ha definito Isabella Delle Monache nella motivazione con cui ha proposto Il Compagno al Premio Strega 2026. Un riconoscimento davvero importante per un’autrice al suo esordio.
Isabella Delle Monache racconta la magia dell’attrazione che dura un soffio, le emozioni di una giovane che si lascia sconvolgere da un amore mai provato prima, spera in una vita a due, tenta di dare forma a una versione di sé che non le appartiene, pur di creare un legame che si rivelerà fragile, fin dall’inizio.
Elena e Diego, ventenni, si conoscono su un treno nel 2016. I loro sguardi si incrociano, è l’incontro tra due ragazzi, ma anche tra due mondi diversi.
La loro storia è raccontata dal punto di vista di lei, attraverso il filtro dei suoi ricordi, delle sue sensazioni e dei suoi sogni. L’intero romanzo è percorso da una vena di malinconia che chiunque abbia vissuto un amore altalenante e inafferrabile saprà riconoscere. La prosa è intima e scorre armoniosamente, con una musicalità delicata che non stona né si arresta mai. Le vicende sono narrate in prima persona e, leggendo, ho avuto la sensazione di udire la voce di Elena ripercorrere la sua sofferta storia d’amore, anticipando a volte ciò che sarebbe accaduto, come succede quando il ricordo si intreccia con la consapevolezza di come sono andate le cose. Il racconto di Elena è intessuto di citazioni provenienti dalla letteratura, dal cinema e dal teatro, così la sua esperienza assume un valore universale.
DUE GIOVANI ALLA RICERCA DEL LORO POSTO NEL MONDO
Elena e Diego sono due studenti universitari, Elena è di Velletri, studia lingue a Roma, si sta specializzando in cinese, e segue una scuola di teatro professionale. Diego è romano e studia ingegneria nautica alla Spezia, frequenta un corso di teatro amatoriale a Sarzana.
Due ragazzi colti e pieni di interessi alla ricerca del loro posto nel mondo. Ma fin da subito è chiaro che per Elena questo posto non può che essere vicino a lui: “In fondo era ciò che avevo sempre aspettato, qualcuno che mi avesse presa per mano e non mi avesse lasciata più”. Diego non fa altro che alimentare le fantasticherie di Elena con telefonate inaspettate, lunghi discorsi sconclusionati dal vago sentore filosofico, attenzioni improvvise e domande fuori contesto: “come vorresti chiamare i nostri figli?”.
Diego è un tipo che colpisce Elena per i modi originali, i vestiti formali, il sigaro a mezza bocca, lo trova così fuori dall’ordinario da rimanerne completamente inebriata. Tra loro inizia una storia che non ha una quotidianità, ma è fatta di incontri attesi, desiderio e lontananza. Una storia che ha l’intensità dell’infatuazione, che odora di stanze polverose in vecchi appartamenti condivisi, che ha la precarietà di una valigia da trascinarsi sempre dietro. Un rapporto scandito dagli orari dei treni che riportano a casa e non aspettano.
LA POLITICA
C’è in Diego una componente fondamentale, che Elena in un primo momento non vede nitidamente: la sua militanza politica. La ragazza scoprirà che Diego si definisce un “comunista rivoluzionario” e capirà quanto la sua frequentazione assidua dei circoli di Partito determini il suo modo di essere e di parlare. L’adesione di Diego a quegli ideali politici corrisponde infatti ad un’appartenenza che pervade tutte le sue giornate. Elena si trova a fare da spettatrice alle attività in cui il Partito coinvolge Diego, ad attendere impaziente che il suo amore trovi in tempo per stare con lei. Sperimenta la solitudine, la delusione di sentirsi sempre al secondo posto o anche al terzo. Nonostante lo scarso interesse che Diego mostra per lei in numerose occasioni, Elena, spesso preda di insicurezze, continua ad amarlo e a sperare di trovare una chiave per conquistare davvero il suo cuore. Mentre Elena avrebbe solo voluto un “compagno” di vita, si trova al fianco di un “compagno” nel senso politico del termine.
Sarà lei a tentare di adattarsi alla vita di lui e mai viceversa, come se le occupazioni di Diego fossero più gravose e irrinunciabili delle sue. Sicuramente non la via migliore per la felicità di una giovane donna.
I LUOGHI DI UN AMORE SFUGGENTE
Gli spostamenti in treno e le diverse città in cui Elena e Diego si incontrano sembrano riflettere la frammentarietà del loro amore: un legame che vive di arrivi e partenze, di brevi esperienze condivise e distanze che tornano ad aprirsi non solo fisicamente ma anche nell’anima. La Spezia, Roma, Firenze e Genova, ma anche centri più piccoli come Piazze, Sarzana e Portovenere accolgono pezzi della loro storia, senza diventare davvero uno spazio a cui appartenere insieme. Come se il loro amore fosse sempre in viaggio, alla ricerca di una dimensione che continuerà a sfuggire.
Emblematica è la gita che Elena e Diego fanno a Portovenere nell’ultimo giorno dell’anno, luogo che io conosco bene perché abito a pochi chilometri. Chi c’è stato sa che dalla loggia della Chiesa di San Pietro si possono vedere tramonti sul mare meravigliosi, in cui i colori del cielo e del mare raggiungono un’intensità rara.
“Avrei ricordato per sempre quell’ultimo sole infuocato che il mare blu inghiottiva voracemente” dice Elena. Il posto è incredibilmente romantico, ma di fronte a questo spettacolo della natura le cose non vanno come lei si aspetterebbe: “La conclusione perfetta di quella visione sarebbe stata una stretta di Diego, un abbraccio, un bacio in testa. Ma lui non era lì”.
Devo confessare che ho sofferto con Elena in quel momento di tristezza e vuoto, perché l’assenza di un gesto d’affetto pesa ancora di più al cospetto di tanta bellezza. Questo romanzo ha il potere di coinvolgere il lettore nelle vicende della protagonista a tal punto da spingerlo a desiderare per lei una felicità che ancora non sa concedersi.
Conoscevi questo libro? Se la mia recensione ti ha incuriosito fammelo sapere nei commenti!
INFORMAZIONI UTILI
Autrice: Isabella Delle Monache si laurea in Lingue e Civiltà Orientali a Roma, si diploma in recitazione presso Teatro Azione e poi in sceneggiatura alla scuola dell’ANAC Leo Benvenuti e all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico. Oltre che come attrice e sceneggiatrice lavora come interprete e mediatrice linguistica. Il suo racconto Antonia è stato selezionato all’interno della raccolta I racconti di Sabaudia. Il compagno è il suo primo romanzo, proposto al Premio Strega 2026.
Titolo libro: Il compagno
Casa editrice: Serradifalco Editore
Libro cartaceo:16,00 euro